I certificati finanziari su azioni sono strumenti di investimento derivati e cartolarizzati emessi da banche e istituzioni finanziarie.

In termini molto semplici, si tratta di titoli che replicano l’andamento di un’azione specifica e si comportano come se fosse quella stessa azione. Quando acquisti un certificato su un’azione, non diventi proprietario dell’azione stessa, ma acquisti un diritto sull’andamento del suo prezzo.

Gli strumenti sono quotati e negoziati come le azioni normali sui mercati italiani di Borsa Italiana (SeDeX ed EuroTLX), senza necessità di aprire conti particolari o versare margini iniziali: per acquistarli ti serve semplicemente un normale conto titoli presso una piattaforma autorizzata.

Scopriamo insieme come funzionano e come beneficiare di tutti i loro vantaggi!

Come funzionano i certificati azionari

Il funzionamento base è abbastanza intuitivo: quando l’azione sottostante aumenta di valore, il certificato segue lo stesso movimento. Se l’azione cala, lo fa anche il certificato. Sono emessi da istituzioni finanziarie che si assumono l’obbligo di pagare i flussi dovuti secondo quanto specificato nel prospetto informativo. Questo tuttavia espone l’investitore al rischio emittente, cioè il rischio che la banca emittente non sia in grado di onorare gli impegni presi.

Un elemento che distingue i certificati dalle azioni vere è che non ricevi i dividendi che l’azione staccherebbe durante la vita del certificato: una rinuncia che, per certi versi, è il prezzo che paghi in cambio della flessibilità strutturale che lo strumento ti offre.

I certificati scadono inoltre a una data prestabilita, momento in cui ricevi il rimborso secondo le modalità previste.

Tipologie di certificati su azioni

I certificati su azioni non sono tutti uguali. Quelli più semplici, chiamati certificati benchmark, si limitano a replicare l’andamento dell’azione sottostante senza effetto leva, proprio come un ETF. Sono dunque indicati per chi desidera un’esposizione diretta e prevedibile.

Esistono invece certificati con protezione del capitale, totale o parziale, particolarmente adatti a investitori più prudenti: garantiscono a scadenza il recupero almeno di una parte di quanto investito, indipendentemente da quanto l’azione è scesa. Tra questi figurano i bonus certificates, che offrono premi aggiuntivi se la condizione sottostante si verifica, e i certificati con barriera, che proteggono il capitale a condizione che il prezzo dell’azione non scenda al di sotto di un livello prefissato.

Per chi ha propensioni più aggressive, esistono certificati a leva, che amplificano i movimenti dell’azione sottostante, permettendo guadagni maggiori ma anche perdite potenzialmente superiori. Ci sono infine i certificati short, che permettono di guadagnare anche quando l’azione scende di valore, una strategia complessa ma possibile con questi strumenti.

I principali vantaggi dei certificati su azioni

Uno dei vantaggi più evidenti è la flessibilità strategica. Con un unico strumento puoi accedere a strategie finanziarie piuttosto complesse, come operazioni a leva o posizioni short, che normalmente sarebbero appannaggio di investitori professionali.

Un secondo vantaggio riguarda la tassazione. I rendimenti dai certificati sono considerati “redditi diversi” e non capital gain tradizionale, il che significa che puoi compensare le plusvalenze con le minusvalenze di altri investimenti nel tuo portafoglio.

I certificati inoltre offrono diversificazione e accesso a società o settori specifici in modo personalizzato, mantenendo una gestione semplice dal punto di vista amministrativo.

Rischi e svantaggi che devi considerare

La complessità è il primo aspetto da affrontare con consapevolezza. Alcuni certificati sono difficili da comprendere a fondo, con meccanismi di protezione che si attivano solo al verificarsi di determinate condizioni. Leggere e comprendere il prospetto informativo è dunque fondamentale!

Un secondo aspetto critico è il rischio emittente: se la banca che ha emesso il certificato incontra difficoltà finanziarie, potrebbe non essere in grado di pagarti quanto dovuto. Sebbene le banche emittenti siano generalmente solide istituzioni, questo rimane pur sempre un teorico rischio reale.

La liquidità può inoltre essere limitata rispetto alle azioni normali. Se hai bisogno di vendere prima della scadenza, potresti trovarti di fronte a spread di prezzo elevati (la differenza tra il prezzo di acquisto e di vendita) e difficoltà a trovare un compratore rapidamente.

Se poi vuoi saperne ancora di più, ti ricordiamo che puoi sempre contattare un esperto scrivendoci a questo indirizzo!