Se sei un investitore che crede nei rialzi dei mercati ma vuoi trarre il massimo profitto dalle tue convinzioni, i certificati outperformance potrebbero fare al caso tuo.
Si tratta infatti di uno strumento sempre più popolare tra gli investitori italiani che desiderano amplificare i rendimenti in scenari rialzisti, mantenendo però una struttura più semplice rispetto ad altri derivati complessi.
Conosciamolo un po’ meglio!
Cosa sono i Certificati Outperformance
I certificati outperformance sono strumenti finanziari derivati che ti permettono di partecipare ai rialzi del sottostante con un effetto leva, cioè in maniera più che proporzionale rispetto al movimento positivo dell’asset.
In altre parole, se un indice sale del 10%, il tuo certificato outperformance potrebbe crescere del 20% o del 30%, a seconda del coefficiente di partecipazione che è stato impostato al momento dell’emissione.
La struttura interna di questi certificati si basa sulla combinazione di opzioni finanziarie (call e put), che permettono di creare questo effetto leva selettivo. A differenza dei certificati con leva classici, però, l’effetto moltiplicatore funziona solo al rialzo: in caso di ribasso del sottostante, la tua perdita sarà proporzionale, senza ulteriori amplificazioni.
Come funziona la leva finanziaria limitata
Questo è il punto centrale che rende i certificati outperformance interessanti per chi è prudente ma ottimista. Immagina di acquistare un certificato legato all’indice FTSE MIB con un coefficiente di partecipazione ai rialzi del 200%. Se l’indice sale del 5%, il tuo certificato sale del 10% (5% × 200%). Se invece l’indice scende del 5%, il tuo certificato scende del 5%, senza moltiplicazione.
Facciamo un esempio concreto: supponiamo che tu investa 1.000 euro in un certificato outperformance con partecipazione ai rialzi del 170%, e il sottostante faccia registrare un rialzo del 10% a scadenza. Il rimborso sarà pari a 1.000 euro più il guadagno calcolato come: 100 euro (il 10% del capitale) moltiplicato per il 170%, pari a 170 euro. Il rimborso totale sarà di 1.170 euro, corrispondente a un guadagno del 17% su un rialzo del 10% del sottostante.
Il prezzo da pagare: il cap e l’emissione sopra la pari
Come in tutti gli strumenti finanziari, non c’è contraddittorio senza una compensazione. L’effetto leva ai rialzi ha un costo, che gli emittenti compensano principalmente in due modi:
Il primo è l’inserimento di un “cap”, ovvero un tetto al guadagno massimo che puoi ottenere. Per esempio, potrebbe essere stabilito che il tuo profitto non può superare il 30%, indipendentemente da quanto il sottostante salga oltre quel livello. Se il sottostante sale del 50%, ma il cap è al 30%, il tuo rimborso sarà limitato.
Il secondo metodo è l’emissione del certificato sopra la pari: anziché pagare esattamente 1.000 euro di valore nominale, potresti pagare 1.050 euro. La differenza compensa il costo della struttura opzionale che permette la partecipazione amplificata ai rialzi.
Capital Protection: una variante da valutare attentamente
Esistono due versioni principali di certificati outperformance: quelli a capitale non protetto e quelli condizionatamente protetti (con barriera).
Nel primo caso, sei esposto al ribasso senza protezione: se il sottostante cala significativamente, perdi il capitale. Nei secondi, esiste un livello di barriera al di sotto del quale il capitale è comunque protetto. Tuttavia, se la barriera viene raggiunta durante la vita del certificato, perdi la protezione e diventi esposto alle perdite.
I sottostanti disponibili negli Outperformance
Uno dei vantaggi dei certificati outperformance è la flessibilità nella scelta del sottostante. Puoi strutturarli su indici azionari (come FTSE MIB o Euro Stoxx 50), singole azioni, coppie di valute, materie prime, o addirittura panieri di titoli. Alcuni certificati avanzati utilizzano panieri “worst-of”, dove la performance è calcolata sul peggiore dei sottostanti inclusi, o panieri con media ponderata delle performance.
Liquidità e mercati di negoziazione
In Italia, i certificati outperformance sono negoziati principalmente su due mercati regolamentati: il SeDeX (Mercato Telematico dei Securitised Derivatives di Borsa Italiana) e il Cert-X di EuroTLX. Entrambi operano dalle 9:05 alle 17:30.
Un aspetto rassicurante è che ogni certificato ha un market maker (solitamente l’emittente stesso) che garantisce la liquidità esprimendo costantemente prezzi di acquisto e vendita. Non sei obbligato a mantenere il certificato fino a scadenza: puoi venderlo in qualsiasi momento durante le ore di contrattazione, proprio come faresti con un’azione.
Per chi sono adatti i Certificati Outperformance
I certificati outperformance sono ideali se ritieni imminente un mercato rialzista ma vuoi amplificare i tuoi guadagni senza esporti a rischi eccessivamente elevati come la leva classica. Sono meno adatti se hai una visione neutrale o ribassista dei mercati, o se non puoi permetterti di perdere parte del capitale investito.
Prima di investire, ricorda di leggere attentamente il prospetto informativo fornito dall’emittente: contiene tutte le caratteristiche tecniche, il livello del cap, il coefficiente di partecipazione e gli eventuali livelli di barriera.
Per saperne di più o parlare con un esperto, puoi sempre contattarci qui!