I certificati finanziari (certificates o investment certificate), sono strumenti finanziari strutturati emessi dalle banche per permetterti di investire in modo flessibile sui mercati finanziari.
Se stai iniziando ad esplorare le opzioni di investimento oltre i classici titoli di Stato o azioni, i certificati sono sicuramente una categoria interessante da conoscere, anche se richiedono attenzione e consapevolezza.
D’altronde, siamo qui per questo!
Cosa sono tecnicamente i certificati finanziari
Per capire bene cosa sono i certificati è importante sapere che si tratta di derivati cartolarizzati. Se non hai mai sentito parlare di questo prodotto, sappi che è una combinazione di contratti finanziari diversi che sono incorporati in un unico titolo, che viene negoziato come un’azione ordinaria sul mercato.
Insomma, per comprare e vendere certificati finanziari non devi preoccuparti di aprire conti speciali o depositare margini, a differenza di altri strumenti derivati: basta un normale conto titoli presso un broker autorizzato.
Il fatto che questi strumenti siano derivati sta a significare che il valore del certificato non è indipendente, ma riflette un asset sottostante che può essere un’azione, un indice di borsa, una materia prima (come l’oro o il petrolio), una valuta, o addirittura un paniere di più asset insieme.
Come sono costruiti i certificati finanziari
Se hai compreso quanto sopra, sarà semplice capire che ogni certificato è composto da più componenti interne, che gli emittenti (grandi istituzioni finanziarie come Deutsche Bank, BNP Paribas o le principali banche italiane) combinano in modo creativo per ottenere risultati specifici.
Un certificato può includere, ad esempio: opzioni di protezione del capitale (parziale o totale), limiti al guadagno massimo oppure meccanismi che permettono di guadagnare sia in fasi di rialzo che di ribasso del mercato.
Proprio questa flessibilità strutturale è uno dei punti distintivi dei certificati: non esiste un unico modello, ma una varietà praticamente infinita di profili rischio-rendimento.
Per maggiore chiarezza, ogni certificato viene descritto in dettaglio in un documento ufficiale chiamato prospetto informativo, dove è spiegato esattamente come funziona e quali sono i rischi associati. Se poi ti serve un’opinione o una spiegazione delle principali caratteristiche dei certificati, puoi sempre dare uno sguardo alle nostre recensioni.
Dove vengono scambiati i certificati finanziari
I certificates sono quotati e scambiati su mercati regolamentati e ufficiali, principalmente su SeDeX (segmento della Borsa Italiana) e Cert-X (segmento di EuroTLX).
Il fatto che siano quotati su mercati regolamentati offre trasparenza e protezione all’investitore, anche se la presenza di quotazione non garantisce da sola la liquidità dello strumento.
Quali sono i principali vantaggi dei certificati finanziari
Anche se parleremo dei vantaggi dei certificati finanziari in un approfondimento specifico che trovi qui, possiamo fin d’ora condividere che i certificates sono vantaggiosi perché offrono:
- Accesso a mercati difficili. Con un certificato puoi investire in asset altrimenti difficili da raggiungere per un investitore privato: indici azionari, materie prime, valute estere, o combinazioni complesse di questi. Un singolo titolo basta dove altrimenti avresti bisogno di aprire più conti.
- Protezione del capitale. Molti certificati offrono una protezione totale o parziale del capitale investito a scadenza, a patto che il prezzo del sottostante non scenda oltre una certa soglia (detta “barriera”). Questo rende i certificati particolarmente interessanti per chi vuole partecipare ai rialzi del mercato limitando il rischio di perdita totale.
- Strategie per diversi scenari. Non tutti gli investitori credono che il mercato salirà. Con i certificati puoi beneficiare anche da periodi di ribasso o lateralità del mercato, costruendo strategie che generano rendimento indipendentemente dalla direzione del mercato.
- Assenza di commissioni di gestione. A differenza dei fondi comuni d’investimento, i certificati non prevedono commissioni di gestione annuali. Il loro costo è incorporato nel prezzo di emissione.
I rischi da considerare
Certo, non tutto è oro quel che luccica. E, dunque, anche per i certificati finanziari devi pur sempre considerare dei rischi reali. Il rischio emittente è il primo: se la banca che ha emesso il certificato fallisce, l’investitore non è protetto come accade con i depositi bancari garantiti. Il certificato dipende dalla solidità dell’emittente.
Inoltre, alcuni certificati (come quelli con effetto leva) amplificano gli spostamenti del sottostante, il che significa che puoi perdere più del capitale investito in tempi molto brevi. Non sono strumenti adatti a chi ha scarsa esperienza.
Infine, esiste il rischio di liquidità: sebbene i certificati siano quotati, se nessuno li sta scambiando in quel momento, potrebbe essere difficile vendere la tua posizione rapidamente, o dovrai accettare prezzi meno favorevoli.
Per chi sono indicati i certificati finanziari
I certificati non sono per tutti. Richiedono studio, consapevolezza dei propri obiettivi e un profilo di rischio ben definito. Se sei un investitore che vuole strumenti semplici come titoli di Stato o azioni, probabilmente i certificati non fanno per te.
Se invece cerchi diversificazione, protezione del capitale e la possibilità di sfruttare scenari di mercato complessi con un singolo strumento, allora vale la pena approfondire ulteriormente.
Il consiglio è sempre lo stesso: prima di investire informativi bene per capire se e quali certificati si adattano veramente ai tuoi obiettivi, al tuo orizzonte temporale e alla tua propensione al rischio. E non dimenticare di leggere le nostre guide e i nostri aggiornamenti.
Se poi vuoi confrontati di persona con un esperto, puoi sempre scriverci un’e-mail qui.