I reverse certificates, o inverse certificates, sono una tipologia di certificati di investimento che funzionano al contrario rispetto ai certificati tradizionali.

Di fatto, mentre un certificato standard permette di guadagnare quando il prezzo di un titolo sale, un reverse certificate consente di ottenere profitti quando il sottostante scende, o anche quando rimane stabile o sale moderatamente. Per questo motivo, rappresentano uno strumento utile quando prevedi movimenti ribassisti dei mercati.

Naturalmente, parliamo sempre di certificati finanziari, strumenti derivati emessi dalle banche che replica l’andamento di un sottostante. Nel caso dei reverse, la caratteristica principale è però che il loro funzionamento è invertito rispetto ai certificati più comuni.

Vediamo insieme, più nel dettaglio, come funzionano.

Come funzionano i reverse certificates: la struttura di base

Comprendere il funzionamento dei reverse certificates richiede di familiarizzare con alcuni elementi chiave. Andiamo con ordine.

La barriera cedolare

Nei reverse certificates, la barriera è posizionata al di sopra del valore iniziale del sottostante, non al di sotto come nei certificati tradizionali. La barriera è pur sempre una soglia limite, come in tutti i certificates: fintanto che il sottostante rimane sotto detto livello, tu continui a ricevere le cedole periodiche (i pagamenti mensili o trimestrali).

Facciamo un esempio concreto.

Immagina un reverse certificate su un’azione, con strike (valore iniziale) a 10 euro e barriera cedolare al 150%, cioè a 15 euro. Se il certificato prevede una cedola mensile dello 0,5%, tu riceverai questo pagamento ogni mese fintanto che l’azione resta al di sotto dei 15 euro. Se l’azione superasse i 15 euro in una data di osservazione, non riceverai la cedola per quel mese.

Il rimborso a scadenza

Alla scadenza del certificato, accadono due cose diverse a seconda di dove quota il sottostante:

  • Se il sottostante è al di sotto della barriera, ricevi il valore nominale intero plus le cedole maturate. Hai cioè ottenuto il tuo capitale integro e gli interessi.
  • Se il sottostante ha superato la barriera, la situazione cambia. Riceverai meno di quanto investito inizialmente, perché il certificato è stato “colpito” dal superamento del livello protettivo.

Insomma, un meccanismo che è l’esatto opposto dei certificati di protezione tradizionali.

I vantaggi dei reverse certificates

Sottoscrivere i reverse certificates può arricchire il tuo portafoglio di qualche interessante vantaggio. Vediamo insieme quali sono i principali.

Protezione dalle cedole

Il principale vantaggio è la ricezione di cedole periodiche anche quando il mercato scende o rimane laterale. Se prevedi che un titolo non salirà significativamente, i reverse certificate ti permettono comunque di guadagnare ogni mese o trimestre. È come ricevere uno stipendio fisso dal tuo investimento, indipendentemente da movimenti moderati al rialzo.

Adattabilità ai mercati ribassisti

In fasi di mercato al ribasso o di incertezza, questi strumenti diventano particolarmente interessanti. Mentre gli investitori in certificati tradizionali vedono diminuire il valore dei loro prodotti, chi possiede reverse certificate continua a incassare cedole e potenzialmente registra guadagni.

Combinazione di protezione e rendimento

A differenza di uno short puro (scommessa diretta al ribasso), i reverse certificate offrono capitale condizionatamente protetto e flussi cedolari fissi. Questo li rende meno rischiosi rispetto a operazioni di shorting vero e proprio.

I rischi e i limiti

Naturalmente, come avviene per qualsiasi tipologia di certificato, anche quelli reverse hanno dei limiti di cui dovresti prendere la dovuta consapevolezza prima di investire.

Il pericolo della barriera

Se il sottostante supera la barriera, perdi la protezione. A scadenza, se il titolo quota ancora sopra lo strike iniziale, riceverai indietro meno soldi di quanti investiti. La perdita potrebbe essere anche significativa.

Non ideali per forti ribassi

Paradossalmente, i reverse certificate non sono lo strumento migliore se prevedi un forte ribasso del titolo. Le cedole sono infatti fisse e limitate: non parteciperai in modo proporzionale al calo del prezzo. Se cerchi un’esposizione diretta e amplificata al ribasso, altri strumenti potrebbero essere più adatti.

Rendimenti limitati

Le cedole sono solitamente modeste, spesso tra lo 0,3% e lo 1% mensile (3-12% annuo). Il tuo guadagno è quindi plafonato, a meno che tu non venda il certificato prima della scadenza.

L’effetto memoria: una protezione aggiuntiva

In tutto ciò, non deve sfuggire il fatto che molti reverse certificates moderni includono l’effetto memoria. Ovvero, se il sottostante supera la barriera in una data di osservazione e non incassi la cedola, quella cedola non viene persa: rimane “in memoria” e può essere riscossa successivamente se il sottostante ritorna sotto la barriera.

Quando usare i reverse certificates

I reverse certificates sono indicati quando:

  • Prevedi un mercato laterale o moderatamente ribassista
  • Vuoi proteggere un portafoglio dai ribassi mantenendo comunque cedole
  • Cerchi reddito fisso da mercati in cui non hai grandi aspettative di rialzo
  • Hai un orizzonte temporale di breve-medio termine

Di contro, non sono consigliabili se:

  • Aspetti un forte rialzo del sottostante (perderai soldi)
  • Cerchi esposizione amplificata al ribasso (meglio altri strumenti)
  • Desideri partecipazione proporzionale ai movimenti negativi

Insomma, i reverse certificates sono strumenti sofisticati ma comprensibili, pensati per chi desidera guadagnare quando i mercati rallentano. Offrono cedole periodiche e protezione parziale del capitale, anche se a scadenza il valore del sottostante rimane contenuto.

Prima di investire, leggi attentamente il prospetto informativo e assicurati di comprendere la posizione della barriera, l’importo delle cedole e le date di osservazione. Come con tutti i certificati, il rischio di perdere parte del capitale investito è sempre presente se la barriera viene superata.

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