I certificati con barriera sono strumenti finanziari che ti offrono una protezione del capitale condizionata a un livello di prezzo predefinito. In altre parole, il tuo investimento rimane protetto fino a quando l’attivo sottostante non scende oltre una certa soglia, denominata appunto “barriera”.
Quando acquisti un certificato di questo tipo, accetti implicitamente un compromesso: godi di una protezione contro le perdite, ma questa protezione ha dei limiti. Se il valore del sottostante scende al di sotto della barriera, la protezione “si spezza” e il certificato inizia a comportarsi come un investimento senza protezione, esponendoti alle perdite.
La barriera viene stabilita dall’emittente al momento dell’emissione ed è espressa come percentuale del valore iniziale del sottostante. Le barriere più comuni sono al 30%, 40% o 50%, anche se esistono casi con livelli ancora più conservativi.
Come funziona la protezione condizionata
Immagina di acquistare un certificato con barriera al 40% su un’azione che quota 100 euro. In questo scenario, la barriera si colloca a 40 euro. Finché il prezzo dell’azione rimane superiore a 40 euro, la tua protezione resta attiva.
Se l’azione scende a 60 euro, la barriera non è stata toccata e mantieni la protezione completa. Alla scadenza del certificato, recupererai il tuo capitale investito più eventuali bonus o cedole previsti dal contratto.
Tuttavia, se l’azione crolla a 30 euro durante la vita del certificato, la barriera è stata superata. A questo punto, la protezione cessa di funzionare e il certificato ti rimborserà un importo commisurato alla performance effettiva del sottostante, il che significa che subirai perdite effettive.
Il meccanismo consente così agli emittenti di offrirti protezione a un costo inferiore rispetto a una protezione totale: in cambio della garanzia di capitale, rinunci al diritto di ricevere rendimenti nel caso di crolli molto severi.
Barriera europea o barriera american?
Un elemento tecnico importante riguarda il momento in cui la barriera viene osservata. Esistono due tipologie:
- Barriera europea: il livello barriera viene controllato solo alla scadenza del certificato. Significa che anche se il sottostante tocca il livello barriera durante la vita del prodotto, se poi risale e si trova al di sopra della barriera alla scadenza, la protezione rimane intatta.
- Barriera americana: il livello barriera viene monitorato continuamente durante l’intera vita del certificato. Se il sottostante scende al di sotto della barriera in qualsiasi momento, la protezione svanisce immediatamente, anche se successivamente il prezzo risale.
In pratica, la barriera americana offre una protezione meno robusta dal punto di vista dell’investitore, ma di solito questi certificati compensano con rendimenti leggermente superiori.
I vantaggi dei certificati con barriera
Il principale vantaggio è la possibilità di combinare una protezione del capitale con l’accesso a rendimenti periodici più interessanti. Mentre le obbligazioni tradizionali offrono protezione totale ma con rendimenti bassi, i certificati con barriera permettono di ottenere cedole interessanti mantenendo un certo livello di difesa.
Si tratta pertanto di prodotti particolarmente utili se ritieni che il mercato possa avere oscillazioni forti ma non credi a cali devastanti superiori al 50-70%. In questo scenario, il compromesso proposto dalla barriera diventa vantaggioso.
Inoltre, i certificati con barriera offrono diversificazione: permettono di investire su azioni, indici, materie prime o valute attraverso un unico strumento negoziabile come un titolo azionario.
I rischi da considerare
Il rischio principale è il cosiddetto “evento barriera”, cioè il superamento della soglia di protezione. Se il mercato entra in una fase di forte ribasso, la barriera può essere raggiunta e perderai completamente la protezione.
Un altro aspetto da valutare attentamente riguarda le cedole condizionate. Molti certificati con barriera prevedono che non solo il capitale sia protetto condizionatamente, ma anche il pagamento delle cedole periodiche. In questo caso, la barriera cedolare potrebbe essere differente (spesso più ampia) dalla barriera capitale.
Infine, come tutti i certificati, questi strumenti comportano il rischio di credito dell’emittente. Se la banca che ha emesso il certificato dovesse incontrare difficoltà finanziarie, il valore del prodotto potrebbe subire conseguenze.
Chi dovrebbe acquistare questi certificati?
I certificati con barriera sono adatti a investitori che cercano un equilibrio tra protezione del capitale e generazione di rendimento, soprattutto in un contesto di mercati volatili. Sono ideali se hai un orizzonte di investimento di almeno 2-3 anni e desideri incassare premi periodici mensili o annuali senza esporti al pieno rischio azionario.
Non sono consigliati se ritieni probabile un crollo molto severo del sottostante, poiché in quel caso la protezione verrebbe meno nel momento in cui più la desidereresti.
Prima di investire, leggi attentamente il prospetto informativo dell’emittente per comprendere esattamente i meccanismi di barriera, le date di osservazione e le condizioni di rimborso.
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