Se sei un investitore che ha appena scoperto i certificates e ti chiedi come utilizzarli al meglio, questa guida fa per te.
I certificati finanziari offrono infatti una flessibilità straordinaria, proprio perché possono essere strutturati per adattarsi a scenari di mercato molto diversi tra loro. Ma non sempre è facile capire quale strategia si adatta meglio ai tuoi obiettivi e al tuo profilo di rischio.
Nelle prossime righe abbiamo cercato di colmare questo gap con qualche spunto che speriamo tu possa trovare di interesse.
La strategia di base: seguire il sottostante
La strategia più semplice consiste nell’utilizzare i certificati come strumento di replicazione della performance del sottostante, proprio come faresti con un ETF. In questo caso, scegli un asset (un’azione, un indice, una materia prima) e acquisti un certificato che segue il suo andamento.
L’approccio è ideale se desideri esporti a mercati difficilmente raggiungibili diversamente, come le materie prime (petrolio, oro, argento) o indici internazionali. A differenza dell’investimento diretto, con un unico certificato accedi a strumenti che normalmente richiederebbero processi complessi o costi elevati.
La strategia è particolarmente adatta agli investitori conservatori e con orizzonte di medio-lungo termine. Tuttavia, ricorda che i certificati non pagano i dividendi eventualmente staccati dal sottostante, un aspetto importante da considerare nella valutazione dei rendimenti.
La protezione del capitale: investimenti sicuri ma meno redditizi
Se il tuo principale obiettivo è proteggere quello che investi, i certificati a capitale protetto (o garantito) sono pensati per te. In questa struttura, al raggiungimento della scadenza recuperi l’intero importo investito, indipendentemente da come si sia mosso il mercato. Allo stesso tempo, puoi partecipare a eventuali rialzi del sottostante fino a un certo limite.
Un esempio concreto: investi in un certificato a protezione integrale legato all’indice FTSE MIB con una durata di tre anni. Se l’indice sale significativamente, partecipi al rialzo (magari al 100% della performance). Se invece l’indice crolla, a scadenza rientra comunque in possesso del tuo capitale. Il trade-off è evidente: guadagni potenziali minori in cambio di una sicurezza maggiore.
I prodotti di questa categoria hanno profili di rischio paragonabili alle obbligazioni e sono ideali se sei prossimo alla pensione o hai una bassa tolleranza al rischio.
La strategia di reddito: guadagnare da scenari specifici
Un’altra possibilità è utilizzare i certificati per generare rendimento condizionato. Per esempio, esistono certificati che prevedono il pagamento di una cedola fissa se il sottostante rimane entro determinati livelli di prezzo durante le date di osservazione prefissate. Se scende troppo, perdi la cedola ma mantieni il capitale. Se sale molto, puoi comunque recuperare il capitale ma magari non catturi il rialzo completo.
Questi strumenti sono interessanti se hai una visione neutrale del mercato, cioè pensi che il mercato resterà relativamente stabile, ma vuoi comunque generare un rendimento superiore a quello dei tassi di interesse zero o negativi sui conti deposito.
La speculazione al ribasso: proteggere il portafoglio o scommettere sul calo
A differenza delle azioni tradizionali, con i certificati puoi profittare facilmente anche quando il mercato scende. Grazie ai certificati short, guadagni se il sottostante cala di valore, con una strategia utile se desideri coprire un portafoglio azionario: mentre le tue azioni perdono valore, i certificati short guadagnano, compensando le perdite.
Ovviamente, questa scelta è più sofisticata e richiede una comprensione solida del mercato e una gestione attenta del rischio.
L’effetto leva: amplificare i guadagni (e le perdite)
Per gli investitori più esperti e con orizzonte brevissimo termine (trading intraday o su pochi giorni), esistono i leverage certificates, strumenti che amplificano i movimenti del sottostante. Se il sottostante sale del 2%, un certificato con leva 3x potrebbe guadagnare il 6%. Il vantaggio è evidente: rendimenti potenziali più elevati con un capitale inferiore.
Il rovescio della medaglia è altrettanto importante: le perdite si amplificano nello stesso modo. Un calo del 2% del sottostante comporterebbe una perdita del 6% sul certificato. Inoltre, molti leverage certificates includono uno stop loss automatico: se il sottostante raggiunge una barriera prefissata, il certificato si estingue e l’investimento va perduto. Ricorda: i leverage certificates sono strumenti per specialisti, non per chi inizia da poco.
Come scegliere la strategia giusta
La strategia dipende da tre fattori principali: il tuo orizzonte temporale, la tua tolleranza al rischio e i tuoi obiettivi finanziari. Se investi a medio-lungo termine e sei conservatore, scegli protezione del capitale e replica semplice. Se hai tempo limitato e vuoi rischi calcolati, esplora i certificati strutturati con rendimenti condizionati. Se sei un trader esperto e disposto a rischi elevati, i leverage certificates potrebbero fare al caso tuo.
Ricorda sempre di leggere il prospetto informativo e di consultare un professionista prima di investire. Ogni certificato ha costi, barriere e condizioni specifiche che possono fare una grande differenza nei tuoi rendimenti finali.
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