Vontobel lancia tre nuovi certificati su Borsa Italiana: cosa sono e come funzionano

Vontobel ha da poco messo sul mercato italiano (SeDeX di Borsa Italiana) tre nuovi prodotti finanziari chiamati “fast memory cash collect certificate”. Il nome è complicato, ma il funzionamento si può spiegare in modo semplice.

Di cosa si tratta

Immaginate un certificato come una scommessa collettiva sull’andamento di un gruppo di azioni (chiamato “paniere”). In questo caso ogni certificato è legato a 3 o 4 titoli diversi, e conta solo il titolo che va peggio (“worst-of”: vince o perde in base al più debole del gruppo).

I tre prodotti si differenziano per i titoli scelti:

  • il primo punta su alcune grandi aziende italiane;
  • il secondo si concentra sui semiconduttori, cioè le aziende che producono i chip usati in computer, smartphone e auto;
  • il terzo mescola i due temi precedenti.

Come si guadagna

Ogni mese il certificato può pagare una piccola “cedola”, cioè un premio in denaro, che va dal 2,05% al 3,56%, per un rendimento potenziale annuo tra il 24,60% e il 42,72%. Ma c’è una condizione: perché scatti il pagamento, tutti i titoli del paniere devono valere almeno il 60% del loro valore di partenza.

Se in un mese questa soglia non viene rispettata, l’investitore non incassa la cedola quel mese — ma non la perde del tutto. Grazie al cosiddetto “effetto memoria”, quel premio resta “in sospeso” e può essere recuperato più avanti, non appena le condizioni tornano favorevoli.

La possibilità di chiusura anticipata

Questi certificati possono anche “chiudersi” in anticipo rispetto alla scadenza naturale, restituendo subito il capitale investito più le cedole maturate. Questo accade se, in una delle verifiche mensili (a partire da settembre 2026), tutti i titoli del paniere si trovano sopra una certa soglia. All’inizio questa soglia è fissata intorno al 90-91% del valore di partenza, ma scende dell’1% ogni mese, rendendo più facile la chiusura anticipata con il passare del tempo.

Cosa succede alla scadenza

La scadenza finale per tutti e tre i certificati è fissata al 10 luglio 2028. A quella data:

  • se tutti i titoli valgono almeno il 60% del valore iniziale, l’investitore riceve indietro il capitale pieno più eventuali premi arretrati;
  • se anche solo uno dei titoli è sceso sotto quella soglia, l’investitore subisce una perdita proporzionale al calo del titolo peggiore.

In sintesi. Sono strumenti pensati per chi cerca rendimenti potenzialmente alti attraverso cedole mensili, accettando però il rischio legato all’andamento delle azioni sottostanti — in particolare quella che va peggio tra tutte.

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